Photo courtesy of Beba Restelli

Benvenuti in Munaria - STAY TUNED: SITO IN COSTRUZIONE

Laboratori Metodo Bruno Munari ® e non solo…

“Il più grande ostacolo alla comprensione di un’opera d’arte è quello di voler capire”
Bruno Munari

Avete già capito vero?
I bambini non incontrano questo ostacolo. L’incontro con l’oggetto artistico, con i materiali dell’arte, con le tecniche diverse è totale e polisensoriale. E’ per questo che dedichiamo uno spazio all’educazione dei sensi e della progettualità creativa. In Italia il primo laboratorio tattile fu inaugurato e progettato da Bruno Munari per una conoscenza sensoriale e pratica del mondo nel 1977. L’iniziativa aveva questo nome: Giocare con l’arte. Perché giocare? Uno dei più grandi divertimenti dell’infanzia è cercare di conoscere i meccanismi… come fanno i bambini quando rompono un giocattolo per vedere come è stato costruito. Il gioco più divertente rimane quello di costruire un giocattolo, per giocarci fino a distruggerlo e poi ricostruirlo meglio di prima. E’ così che è nato il progetto dei laboratori di Bruno Munari. L’arte intesa come un gioco da smontare e ricostruire per conoscerne i meccanismi. In laboratorio sperimentiamo l’arte cercando di guardarci dentro. Si stimola la fantasia e si sperimenta la teoria. Per fare questo sul territorio si è strutturata un’economia di raccolta di materiali di scarto con declinazioni fantasiose perché pensata per i giochi visivi, tattili, sonori…dei bambini.

I laboratori sono orientati al gioco e all’attività del giocare.
Possiamo chiederci se il gioco sia un’arte: il bambino che inventa qualcosa di nuovo compie un’operazione estetica, rendendo concreta l’immaginazione?
Dopo aver esplorato in laboratorio i materiali di cui è fatto il mondo ne introdurremo di nuovi. Come diceva Piaget, si comincia sempre da ciò che i bambini conoscono bene, cioè il gioco tradizionale così come viene proposto. Con i materiali faremo esercizi di basic design che spaziano dallo studio del colore, a quello della forma e delle texture.
Il fascino di un gioco con i materiali risiede nel fatto che “sono vivi” e possono essere costantemente reinventati anche con i nuovi mezzi del contemporaneo.
Nei laboratori verrà recuperata la lezione delle principali avanguardie del Novecento: mescolare arte e realtà sotto forma di happening in cui i bambini creano l’opera d’arte direttamente, lasciando spazio all’improvvisazione.
I materiali, oggetto dell’espressione artistica, potranno essere prelevati dal contesto noto e isolati in combinazione con materiali estranei, per insegnare che le cose si possono usare per quello che sono ma anche per altro.
Questo è il più autentico esercizio di creatività che si può proporre ai bambini per educarli alla libertà di pensiero: a non accettare le cose solo per quello che sono ma a trasformarle in-seguendo quella “fantasia” che dà titolo a uno dei più bei libri di Bruno Munari.

MostreFunzionanti

“Per fare una mostra servono tre cose: un garage, un pieghevole e due testimoni”
Bruno Munari

Le “MostreFunzionanti” si rivolgono a musei, biblioteche, scuole, centri culturali e così via.

Sono itineranti. Sono pensate per produrre conoscenza e andare oltre il concetto di mostra come semplice esposizione o rappresentazione.
Per mettere in pratica questa idea le mostre si mettono in moto solo con la partecipazione dei visitatori che sono invitati non solo ad osservare le opere esposte ma a esplorare i processi creativi in un gioco di scoperta: dei meccanismi utili e inutili, dei laboratori dedicati all’ esplorazione dell’ovvio, delle tavole rotonde ma anche quadrate, durante gli incontri-testimonianze di alcuni personaggi della cultura. Sono rivolte ad adulti e bambini e ad un pubblico colorato e curioso che ha desiderio di mettersi in gioco.

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